AltaRoma, commozione e polemiche Gattinoni dice addio alla Capitale - Moda Artigiana

28 gennaio 2014
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AltaRoma, commozione e polemiche Gattinoni dice addio alla Capitale

Addio Roma. Questa edizione, forse, è stata l’ultima passerella capitolina per Gattinoni. Un saluto con commozione e polemiche.
Una tempesta nel cielo della couture. Trasparenti, impalpabili, lievi, armoniosi, amabili come le nubi che volano leggere. In colori tenui che vanno dal tantissimo bianco, all’azzurro, al rosa pallidissimo, al giallo, a un nero che promette pioggia. Sono bellissimi gli abiti e molto sofisticati gli chemisier che Guillermo Mariotto ha mandato in scena per la griffe romana. La suggestione è intensa. Eteree creature dalle sopracciglia sbiancate, dalle acconciature-maschera, dal volto nascosto dietro velette, cappelli, o museruole-gioiello, dalle figure sottili, virginali, talvolta spaziali, sfilano nella Nuvola dell’Eur. Dove si arrampicano quasi mille persone per vedere la passerella contestata. Che fa piangere di fatica e pronunciare parole di risentimento, in diretta, a Stefano Dominella, presidente della storica griffe romana.

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ORGANZA LIQUIDA
E mentre da Balestra la nutrita platea è catturata da fascinoso abito “Uccello del paradiso”, quella di Gattinoni, dopo aver applaudito in piedi abiti mirabili per concezione e fattura, ascolta Dominella che al microfono dichiara: «Portare a termine questa collezione e farla sfilare è stata la cosa più faticosa in trentacinque anni di lavoro. Sarà la nostra ultima sfilata a Roma. Per anni. Andremo a Firenze, Venezia, Torino, le città che vorranno l’alta moda. Roma dovrà stabilizzarsi prima che possa avere le prove di tanta energia». Ecco davanti a un parterre nutritissimo di istituzioni e socialite, i vestiti futuribili e poetici di Gattinoni. Leggings incastonati di cristalli portati con doppi corpetti aquilone dai tagli geometrici e spigolosi. Abiti in cui l’organza gioca a sovrapporsi. Diventa liquida, opalescente. Il lino è purissimo. Linee severe, aerodinamiche. Guizzi, punte, squarci, code, pieghe come alta sartoria comanda. I gioielli di De Benedittis sono perfetti, anche nel titolo “Equilibrio precario”. Standing ovation.

SWAROVSKY A GO-GO
Battimani a scena aperta anche da Balestra dove l’abito che ricorda il magnifico volatile della Nuova Guinea è una fantasmagoria di colori nella coda e uno scintillio di brillanti nel corpo. «Una collezione molto pensata. E’ difficile mettere insieme tante tinte, ma ho voluto lanciare un messaggio di gioia attraverso il colore», dichiara il sarto. Giada, blu, viola, turchese, mandarino, rosso. In pedana trentadue abiti dalla magnifica fattura, in cui intarsi, lavorazioni a rete, plissè, giocano un ruolo importante. Fantastica la giacca verde acido tutta intagliata, splendido il vestito lungo percorso da una serpentina di Swarovski che separano tinte accese. Il pizzo è fatto dalle mani abili delle ricamatrici, un filo di tessuto trasforma lo spolverino in una artistica ragnatela. Ricami in oro zecchino sulle mise da gran sera. modaRicorda una ninfea la sposa in vari toni di bianco.
Sa cosa è lo stile Nino Lettieri che, con Giusy Buscemi e le dodici miss Italia, ha mostrato un inno al plissè rivisitato in corpetti-scultura, ideato raffinati abbinamenti in bianco e nero. E ha voluto linee Anni ’60, con pantaloni al polpaccio, minidress a trapezio. Ricami in soutage e paillettes. I pantaloni-gioiello Portofino lanciati da Giada Curti affascinata dal borgo ligure, sono tempestati di pietre e ricami. Molaro ha puntato su suggestioni africane in chiave cubista: segni magici su gonne, esoteriche geometrie, linguaggi tribali sugli abiti. Mirelle Dagher si getta nella mitologia del mare. fonte ilmessaggero


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