Da Biella l'etichetta per il tessile sicuro - Moda Artigiana

6 novembre 2013
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Da Biella l’etichetta per il tessile sicuro

Da oggi la filiera del tessile-abbigliamento ha un alleato in più. Anzi due. La doppia etichetta di cui le aziende potranno fregiarsi, su base volontaria (quindi non obbligatoria) per garantire i clienti e i consumatori sulla tracciabilità e, cosa non da poco, sulla sicurezza dei prodotti sotto il profilo della salute.

È l’esito del progetto della Camera di commercio di Biella condotto insieme all’associazione Tessile e salute e a Unioncamere, che ha visto il coinvolgimento iniziale di dieci aziende del distretto: Filatura DiVè, Filatura Lane Cardate, Lanificio Successori Reda, Filatura Sabotex, Tintoria Mancini, Lanificio Vitale Barberis Canonico, Tintoria Finissaggio 2000, Ripettinatura Alberto, GTI (Gruppo tessile industriale).

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Da oggi, formalmente, sui tessuti o sugli abiti (i prodotti finiti) di queste aziende potranno essere apposte le tue etichette, quella dell’associazione Tessile e salute, che garantisce l’impiego di prodotti non nocivi per la salute (in linea con la normativa europea Reach) e quella di Unionfiliere – l’organismo di Unioncamere che raggruppa le Camere di commercio dei territori dove sono presenti filiere manifatturiere – sulla tracciabilità, denominata TFashion.

«Legare la tracciabilità alla tutela della salute è un valore aggiunto enorme per salvezza del made in Italy» assicura Mauro Rossetti, direttore di Tessile e salute. Dell’importanza strategica dell’iniziativa per il futuro e la sopravvivenza di questo importante segmento del manifatturiero italiano sono convinti sia il presidente della Camera di commercio di Biella, Andrea Fortolan, sia il vicepresidente dell’Unione industriale, Emanuele Scribanti. «La strada della tracciabilità volontaria – sottolinea Fortolan – e l’attività di Tessile e salute rappresentano una leva competitiva fondamentale per le imprese». Per Scribanti (che è anche amministratore delegato della Filatura DiVè, una delle aziende aderenti), l’esito del progetto che viene presentato oggi «è l’unico grimaldello per ottenere una vera tutela del sistema produttivo tessile».

Per illustrare l’iniziativa la Camera di commercio di Biella ha organizzato l’incontro Progetto di valorizzazione della filiera moda, in partnership con il ministero dello Sviluppo economico, i soggetti coinvolti nel progetto e la Camera di commercio italiana a Tokio. Già, perché a dimostrazione della sensibilità presente sul binomio tracciabilità-sicurezza, a Biella ci sono già «alcuni buyer giapponesi – spiega Rossetti – venuti espressamente per incontrare le prime aziende che si fregiano della doppia etichetta». Fortolan assicura che le aziende pronte a seguire la strada della tracciabilità volontaria sono molte. E intanto il progetto si allarga: a breve coinvolgerà il distretto di Mantova, dove si producono calze.

Pier Francesco Corcione, direttore dell’Unione industriale di Biella, ribadisce la valenza di «tracciabilità e tutela dei consumatori» per il manifatturiero italiano, e ricorda anche la recente «approvazione della proposta di Regolamento sulla sicurezza dei prodotti, con l’obbligo di indicazione di origine dei prodotti destinati al consumatore finale» a opera della Commissione Mercato interno e Tutela del Committente del Parlamento Europeo. di Carlo Andrea – fonte:ilsole24ore

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