Il lusso aggrega la subfornitura tessile del Veneto - Moda Artigiana

31 maggio 2015
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Il lusso aggrega la subfornitura tessile del Veneto

Negli ultimi sette anni la subfornitura del tessile in Veneto ha pagato carissimo il prezzo della crisi dei consumi, che ha travolto in modo particolare il settore dell’abbigliamento. In regione si contano circa 15.600 operatori di laboratori tessili che hanno subito la cassa integrazione o la mobilità. La crisi impone un cambio di vedute, è stato detto più volte da economisti e imprenditori, e l’ottica non può più essere quella della singola azienda che si pone sul mercato ma deve essere quella di sistema: un sistema manifatturiero che si distingue per la qualità e il talento.
Il lusso aggrega la subfornitura tessile del VenetoNe è convinto Giulio Falasco, imprenditore padovano e presidente della Only T-Shirt, azienda di Polverara, che produce capi in jersey per tutte le griffe internazionali del lusso (tra tutti, i gruppi Lvmh e Kering), il quale aggiunge: «Dobbiamo far ripartire il manifatturiero mettendolo al servizio del mondo del lusso. Abbiamo due “petroli” in Italia: il food e il talento manifatturiero. La qualità italiana nella lavorazione del pellame o nella produzione di tessuti e capi di abbigliamento, è a detta dei più grandi stilisti, la migliore». «Da una parte ci sono i grandi nomi del mass market – continua Falasco, che è stato in passato anche presidente del Sistema moda Veneto di Confindustria -. Dall’altra nomi del lusso internazionale. Noi dobbiamo, con umiltà ma consapevoli delle nostre potenzialità, essere la subfornitura del lusso e fare le più belle giacche intelate o le più belle t-shirt mai prodotte. Ne siamo capaci. Non abbiamo nessuna speranza se ci poniamo sul mercato con i nostri singoli brand».

La Only T-Shirt fa 1.500 capi di ricerca all’anno, gli stilisti vengono a Padova, scelgono il capo e parte la produzione. Gli addetti sono una trentina per un fatturato che nel 2014 si è attestato su circa 4 milioni di euro e che quest’anno salirà di oltre il 10%. La particolarità dell’azienda sta nella ricerca dei filati: solo il 35% della produzione in jersey è fatta con filati di cotone; il 65% contiene invece filati misto seta, misto cashmere, canapa, lino. E la continua ricerca che viene fatta nel laboratorio aziendale sta intraprendendo la strada dei filati ricavati dall’ortica – «rasiamo e filiamo la peluria bianca della pianta», spiega il presidente – o delle fibre del grano. L’impresa, di dimensioni non grandissime, alimenta però un indotto di più di 50 aziende in tutta la regione per un totale di circa 1.500 addetti, tra stirerie, taglierie, tessiture, stamperie. Il progetto di Falasco è quello di coinvolgere più aziende possibili nel suo “sistema manifatturiero” a servizio delle grandi griffe. Facendo da capofila di un polo della subfornitura che può avere una fortissima espansione solo se si mette in rete. «La mia mission – conclude Falasco – è quella di coinvolgere più aziende possibile e ridare dignità a chi ha perso il lavoro». In quest’ottica si inserisce il progetto di Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale, che mira a mantenere in Veneto un polo della moda. Veneto Sviluppo è entrata nel capitale di Only T-Shirt all’inizio di quest’anno investendo 800mila euro per una quota societaria del 23%. 22net 220x165L’obiettivo è triplicare in 5 anni l’attuale realtà, facendo salire a 12 milioni di euro i ricavi, con un effetto trascinamento sui subfornitori, i cui fatturati passerebbero da 50 a 150 milioni di euro. Non solo: nel progetto è previsto anche un secondo step in cui Only T-Shirt entrerà in una trentina di laboratori partner. L’applicabilità di questo modello, replicabile, è allo studio della finanziaria regionale in merito ad altri casi aziendali in regione. di Katy Mandurino fonte: ilsole 24ore

 


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