La borsa tracolla; vi salverà dai pesi massimi. - Moda Artigiana

23 aprile 2014
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La borsa tracolla; vi salverà dai pesi massimi.

Il ritorno delle borse che lasciano le mani libere

Finalmente le mani libere. Dopo un inverno dominato dai modelli geometrici a cassetto, rigidi e con piccoli manici da impugnare, ecco che la moda per la primavera estate rispolvera le tracolle di svariate dimensioni. Anche da portare a bandoliera. La risposta alle preghiere di chi è sempre carica di sacche della spesa, di borsoni della palestra, di cartelle dei figli… Ma anche delle giovanissime che vanno a ballare o sfrecciano in motorino. Pratiche e sicure (per scipparle bisogna tagliarle) ci impongono anche di non riempirle come panzerotti. Ma giusto con lo stretto indispensabile. Fu la mitica Coco Chanel a disegnare la prima borsa che ondeggiava su un fianco, lasciando le braccia libere, simbolo dell’indipendenza femminile. Era il Febbraio del 1955. Da lì il nome dell’intramontabile 2.55, rettangolare a bassotto, in pelle rivoltata e impunturata a rombi, con tracolla a catena ispirata ai portachiavi dei custodi dell’orfanatrofio dove è cresciuta Mademoiselle che, si racconta, abbia voluto gli interni di questo modello bordeaux, come le divise degli orfanelli di quell’istituto. Un modello che ancora adesso è in testa alla hit parade dei must have più ambiti dalle donne.

Geraci Design

In realtà le tracolle sono le borse più antiche, vanno di moda dai tempi dei cavernicoli che usavano bisacce per trasportare pietre e armi da caccia. E hanno continuato a trionfare nei secoli per custodire le monete. Poi si sono inabissate, ma sono riemerse in versione trendy – dopo l’exploit chanelliano degli Anni Cinquanta – 20 anni dopo, grazie alle figlie dei fiori che non si separano mai dai «tascapane» in cuoio grezzo invecchiato al sole. Un genere amatissimo anche dalle signore chic, genere «donna della domenica», che le intercalavano alle versioni più classiche griffate. Oggi ritornano riveduti e corretti alcuni esemplari storici dei brand più famosi. Come per esempio la «New Jackie»di Gucci, rilettura del modello nato nel ’61 e la «Constance» di Hermés (nel nome una promessa, creata nel 1969 da Catherine Chaillet, autrice anche di cartoni animati per la televisione francese e pungente critica letteraria , dedicata a sua figlia, Constance). Ma compaiono anche elaborazioni di bag da lavoro tipo la postina di Zanellato, usata dai portalettere nei fifty, in vitello lucidato con olii di Marsiglia o in pelle di toro.  moda

Sembra un ovetto pasquale rovesciato la Nadira bag in vitello colorato di Serapian con tracolla amovibile (per trasformarla in pochette la sera uscite dall’ufficio). E’ rigida con piccoli soffietti laterali la Brera in lucertola di Valextra, dedicata alle amanti dei materiali preziosi. Unisex, poi, la messenger ultrapiatta, di gusto vagamente Art Decò che aderisce al corpo, della linea Saint Laurent Monogram, pensata da Slimane, con il logo disegnato da Cassandre nel 1061 per Yves Saint Laurent . Le proposte sono infinite. A ognuna la sua. E dato che ormai è in caduta libera l’antico vezzo di coordinare le borse all’abito, tanto vale sceglierla in tinte che ci piacciono. Accese per staccare le tenute troppo serie, o scure se non vogliamo essere ossessionate da macchie incancellabili. Vincono le esigenze personali. E questa è un’altra bella notizia.  fonte:lastampa

 


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