La filiera orafa made in Italy, una «miniera» per i big brand - Moda Artigiana

18 gennaio 2014
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La filiera orafa made in Italy, una «miniera» per i big brand

Non sarà l’anno dei record, ma il 2013 per la gioielleria italiana resta un anno di consolidamento e di crescita, anche grazie al rallentamento della corsa delle materie prime. Alla vigilia di VicenzaOro Winter, che da domani al 23 gennaio ospiterà 1.500 brand, le notizie che vengono dall’industria sono positive.

Nei primi nove mesi il fatturato delle imprese della gioielleria e della bigiotteria ha registrato un incremento del 5,8%, grazie ad un +6,9% dell’export. Un trend confermato anche in ottobre, quando l’incremento è stato addirittura dell’11,6%, secondo i dati del rapporto congiunto realizzato dal Club degli Orafi Italia e dal servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. Ancora una volta la debolezza del mercato europeo è stata più che bilanciata dal buon andamento degli Emirati Arabi Uniti (+35,4%), degli Stati Uniti (+5,3%) e di Hong Kong (+11,2%). In Europa, invece, rallentano le esportazioni in tutti i mercati principali, compresa la Svizzera, che resta il primo Paese di sbocco anche perché sede di poli logistici di diverse griffe che poi da lì distribuiscono globalmente.

moda«Le esportazioni del tessuto produttivo italiano continuano a essere positive e questo perché i prodotti italiani hanno un appeal a livello globale. Nel nostro Paese esiste ancora un’importante capacità produttiva grazie a 9mila imprese con 29mila addetti. La gioielleria resta, quindi, un settore ancora consistente che mantiene le caratteristiche artigianali» commenta Augusto Ungarelli, presidente del Club degli Orafi Italia, che aggiunge: «In questo momento abbiamo un vantaggio competitivo rispetto ad altri Paesi: abbiamo un’alta qualità non solo di prodotto, ma anche di sistema. Non è casuale che l’Italia sia fornitore per i più grandi brand al mondo: oltre a valori estetici e creativi, possiamo vantare anche alti standard di valori etici, a partire dalla tracciabilità delle materie prime».

I risultati per la gioielleria in argento, oro e metalli preziosi sono stati addirittura migliori nel periodo con esportazioni in aumento del 7,5% in valore e dell’11% in quantità, a fronte di un incremento delle importazioni in quantità di metalli preziosi del 12,1% ma di un calo del 25,2% in valore. Le materie prime, infatti, hanno subito un rallentamento rispetto alla corsa registrataa fino a fine 2012. Nel dettaglio il prezzo dell’oro è sceso da gennaio a settembre del 14,2%, quello dell’argento del 20,9%, mentre il platino ha registrato un più contenuto -3,8%.

«I nostri competitor dovranno adeguarsi ai nostri standard di qualità, perché guardando alle prospettive ci saranno sempre meno prodotti di bassa qualità e sempre più prodotti che nascono da un contesto con tradizione e con regole di lavoro e produzione civili» osserva Ungarelli, sottolineando però anche lo svantaggio dell’industria italiana: «Mercati come India, Cina e Brasile sono di grande interesse per noi ma i produttori locali hanno il vantaggio della protezione da parte dei rispettivi Governi. Noi, infatti, dobbiamo pagare dazi doganali troppo alti per esportare, mentre loro entrano nel mercato europeo pagando dazi irrisori. L’industria italiana non può vincere questa competizione da sola: è necessario un sistema-Paese che supporti lo sviluppo in questa direzione».22net 220x165

Resta il fatto che gli spazi di crescita per l’industria italiana ci sono, come dimostra anche un rapporto McKinsey, “Jewelry 2020″ (si veda articolo «Gioielleria a caccia di marchi» del 6 dicembre), in cui viene sottolineato che al momento la gioielleria è il settore con la percentuale più bassa di prodotto “branded”, cioè con marchio: solo il 20% del fatturato del settore, infatti, è griffato. «Ho assistito alla presentazione dei dati McKinsey a Vienna e sono rimasto impressionato: nel 2020 la gioielleria dei brand raddoppierà la quota percentuale e qualcuno dovrà produrli. Vediamo già movimenti significativi in questa direzione. L’azienda che dirigo, Vendorafa Lombardi, presenterà a VicenzaOro una nostra nuova collezione, ma allo stesso tempo a Valenza produciamo anche per marchi della gioielleria e della moda in esclusiva e in Italia ci sono moltissime aziende che lavorano come noi». Un numero che potrà crescere ulteriormente in futuro proprio per il trend che vedrà sempre più griffe diversificare il proprio mix di prodotti entrando nel segmento dei gioielli. fonte:ilsole24ore


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