La qualità premia l'export inizia il Mipel - Moda Artigiana

15 settembre 2013
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La qualità premia l’export inizia il Mipel

Design innovativo, sperimentazione nei materiali, forme geometriche e giochi di colore. Questo l’identikit delle novità che saranno presentate al Mipel che aprirà  oggi domenica a Milano e che puntano a sedurre i compratori esteri.

Proprio a loro, infatti, guardano le aziende italiane perché è l’export che continua a sostenere il settore con un trend di crescita confermato anche nei primi cinque mesi dell’anno: secondo i dati dell’Aimpes, l’Associazione italiana pellettieri, l’aumento delle esportazioni è stato del 12% a 2,2 miliardi di euro. Le vere difficoltà del comparto restano nei consumi domestici, che hanno visto una flessione del 3% in quantità. «Per l’intero anno ci aspettiamo che continui il trend positivo nel complesso, grazie soprattutto alle esportazioni – spiega Mauro Muzzolon, direttore generale di Mipel e Aimpes –. Le nostre imprese, quindi, sono in sofferenza se non esportano il 60-70% della loro produzione e le medie-piccole sono quelle più in difficoltà».
Nel dettaglio i primi due Paesi per esportazioni restano la Svizzera e la Francia, considerato che i maggiori produttori per le griffe del lusso sono ancora gli italiani. «Comunque – aggiunge Muzzolon – è interessante che reggano il mercato giapponese e russo. Inoltre sta emergendo la Corea. Bisogna vedere poi se Germania e Regno Unito confermeranno le buone performance dello scorso anno. Ci sono aree che non sono ancora ricettive. Fra i Paesi del Bric, ad esempio, solo la Russia sta dando buoni risultati. Il Brasile continua ad avere tasse d’ingresso molto alte, mentre il Sud Africa importa poco e anche la Cina non è un mercato molto appetibile anche se l’anno scorso ha registrato un incremento del 41%. In termini assoluti il dato resta comunque basso rispetto alle potenzialità del mercato».

moda italianaI produttori del settore sanno, però, che non basta puntare sull’espansione geografica, se non si è allo stesso tempo attenti alla qualità. Tanto è vero che l’incremento dell’export di prodotti in pelle è cresciuto del 16% a fronte di un contenuto +1,6% dei prodotti in sintetico. Chiaro segnale che a trainare l’andamento è la fascia più alta del lusso. «C’è un importante sforzo dei produttori a livello di ricerca sia di materiali che di creatività per mantenere la leadership a livello mondiale. Bisogna puntare sull’innovazione di prodotto forti della lunga tradizione che abbiamo – commenta il direttore generale di Mipel –. Si tratta di una lotta continua perché altri Paesi si stanno attrezzando e la concorrenza continua a crescere, anche se nessuno a oggi ha raggiunto la capacità produttiva e la creatività italiana».

L’innovazione non passa solo attraverso la ricerca sul prodotto, ma anche attraverso nuove strategie di presenza sui mercati. Proprio per questo Mipel ha pensato di sviluppare il progetto di fiera virtuale che duri 365 giorni all’anno per avere un contatto continuo e costante con i buyer. «L’evento non si può esaurire in 4 giorni – osserva Muzzolon – e non sono più sufficienti due presentazioni all’anno per le novità, perché le esigenze del mercato nell’era del digitale sono diverse ed è necessario accelerare i tempi. Gli stilisti lo hanno capito e non hanno più solo le presentazioni legate alle due stagioni fisse di riferimento, ma piuttosto fanno rilanci mensili delle loro produzioni. I piccoli e medi produttori devono ora adattarsi a questo nuovo modo di vivere la moda come flusso continuo».
Al Mipel, che si chiuderà il 18 settembre, saranno presenti 400 espositori, con una conferma dei numeri rispetto all’edizione 2012. Sui buyer le stime indicano come stabile la presenza italiana, mentre è atteso un incremento dei compratori esteri.

di Monica D’Ascenzo – fonte:moda24.ilsole24ore.com

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