L'atelier made in Italy si trasforma in industria - Moda Artigiana

8 giugno 2014
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L’atelier made in Italy si trasforma in industria

Manualità, artigianalità, creatività imprenditoriale, saperi non libreschi che si trasmettono facendo. E poi la singolare capacità di trasformare, senza snaturarlo, l’atelier in industria, di serializzare l’unicum: il made in Italy, in fondo, sta tutto in questa formula alchemica, e non è certo poco. Si tratta di un’eccellenza riconosciuta internazionalmente: se i nomi di punta del mainstream modaiolo come le teste calde dell’avant-garde compiono assurdi pellegrinaggi fino a borghi sperduti del nostro Paese pur di realizzare al meglio le proprie idee, un motivo ci sarà.

moda italiana

Eppure il pubblico dei non addetti ai lavori difficilmente ha visto la moda italiana da questa angolazione di backstage. Men che mai in tv, dove sono solo i lustrini a luccicare e il processo si rintuzza tra le cose incomunicabili. Colma la lacuna il format “Le Italie della moda – Menti e mani eccellenti”, prodotta da Sky Arte Hd, in onda da settembre, la cui anteprima verrà presentata il 17 giugno nel corso di Pitti Uomo 86. È stato Pitti Immagine, con lungimiranza, a volere fortemente il progetto, inserendolo nel programma “Firenze Hometown of Fashion” che celebra i sessant’anni del Centro di Firenze per la moda italiana.

A chi scrive è stata affidata l’ideazione e curatela dei contenuti, con la mission di dipingere un quadro vivo del fare moda all’italiana, oggi: penetrante e intimo senza pretese di esaustività. L’Italia della moda è troppo grande e troppo varia, infatti, per mapparla interamente in un sol colpo, ma le nove puntate tematiche ne restituiscono uno specimen accurato.
Dall’azienda familiare, modello cardine dell’imprenditoria nostrana, alla rigenerazione attuale del panorama, passando per storie di capitani coraggiosi, esplorazioni dell’affascinante mondo dei tessuti, racconti di business unito alla creatività, senza trascurare un’intera puntata dedicata a Firenze, si sono sviscerati tratti salienti e irripetibili idiosincrasie del sistema Italia. Lasciando a Frida Giannini, Alessandro Sartori, Donatella Versace, Alberta Ferretti e alla famiglia Zegna, tra gli altri, il compito di raccontare in prima persona.

Ne emerge una fotografia viva e pulsante del duro mestiere che sta dietro il bello rinnovato ogni sei mesi: un lavoro che richiede passione e ardire, che mescola fantasia e calcolo, che coniuga tradizione e innovazione. Si vedranno atelier e laboratori, macchine che cuciono e mani che faticano; si sentiranno storie che accomunano modanomi conclamati e outsider visionari. L’approccio unisce l’indagine giornalistica con lo storytelling avvolgente di Donato Dallavalle, il capace autore che mi ha affiancato in tutto il percorso, sotto il segno dell’immagine evocativa del regista Francesco Imperato, promettente talento del film-making. Coralità assoluta, insomma, perché rigorosamente al plurale è l’Italia della moda. fonte:ilsole24ore


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