Prestiti d'onore agli studenti, accordo banca-università - Moda Artigiana

26 settembre 2013
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Prestiti d’onore agli studenti, accordo banca-università

Prestiti d’onore – I finanziamenti agli studenti reggono bene alla stretta della crisi. E l’accordo banca-università é l’ultima «release»
In Italia la percentuale di lavoratori laureati è tra le più basse in Europa. Meno del 20%, una proporzione che non cambia anche se si considerano esclusivamente i trentenni. Ogni anno 180mila studenti ottengono una borsa di studio, ma poi le risorse non bastano e più di un terzo del totale resta a bocca asciutta. Ecco allora che l’accesso al credito da parte dei giovani diventa fondamentale per sostenere il diritto allo studio delle fasce meno agiate della popolazione.

Il problema principale consiste nel conciliare le esigenze dei ragazzi (giovani che nella maggior parte dei casi sono privi di reddito o di altre garanzie reali, se si escludono i beni della famiglia), e l’avversione al rischio da parte degli istituti di credito. Anche a fronte della stretta sul credito, i prestiti a studenti hanno risentito meno rispetto ad altre forme di finanziamento. Tra gennaio e giugno del 2013, il volume delle erogazioni di prestiti personali e finalizzati si è contratto del 10-11% circa. I prestiti revolving hanno perso quasi il 50%. Mentre i prestiti a studenti hanno contenuto le perdite, con un -2% circa.

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Tra le iniziative più recenti vi è quella della Banca Popolare di Vicenza , che tra luglio e agosto ha dapprima sottoscritto un accordo con l’Università degli studi Link Campus , e ha quindi varato un piano più ampio, definito “Operazione studenti”, che coinvolgerà anche altre università sul territorio. I giovani studenti possono aprire un conto corrente presso la Banca, ottenendo 2mila euro di finanziamento a tasso zero. «Anche il conto corrente è a costo zero, non ci sono canoni o altri costi aggiuntivi. È un pacchetto unico che permette ai giovani di rateizzare le spese ingenti attinenti allo studio», rileva Emanuele Giustini, vice direttore generale di Banca Popolare di Vicenza. «Inoltre è possibile ottenere un finanziamento più corposo, che arriva anche a 16mila euro per una durata di 12 mesi, da rimborsare a tassi agevolati, ridotti del 30% circa rispetto al tasso di mercato. Oltre al Link Campus, abbiamo un’altra decina di atenei che sono interessati a collaborare con noi per offrire questi servizi ai ragazzi».

Nell’”operazione studenti” rientra anche una serie di accordi tra la Popolare di Vicenza e le principali aziende di trasporto pubblico, perchè gli studenti e le famiglie possano acquistare abbonamenti annuali ai mezzi con uno sconto medio del 20% circa rispetto al prezzo pieno. «Più avanti vorremmo anche lanciare un prestito d’onore vero e proprio, sul modello anglosassone, che sia basato sul merito e permetta agli studenti di pagare le rate solo quando trovano lavoro. La chiave sta nel trovare sistemi di condivisione e mitigazione del rischio insieme alle università», aggiunge Giustini.

Un’iniziativa ancora diversa è stata annunciata nei giorni scorsi da Bnl e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia. «Non si tratta di un prestito d’onore, ma di un anticipo sulle tasse universitarie», spiega il rettore Carlo Carraro. «Quando lo studente deve scegliere tra le varie modalità di pagamento, oltre alle solite opzioni come carta di credito e bonifico trova anche la voce “pago dopo gli studi”. Ci clicca sopra e ha finito. È così semplice». Il meccanismo funziona così. La banca paga le tasse universitarie per conto dello studente, a patti però che questi si sia diplomato con almeno 90/100, o abbia ottenuto una laurea triennale con un punteggio minimo di 95/110. Inoltre, l’alunno deve mantenere una media dei voti pari ad almeno 26 durante gli studi. Proprio il fattore merito attenua la componente di rischio per l’istituto di credito: quasi la totalità degli studenti Ca’Foscari con una media elevata trova lavoro entro un anno dalla laurea.

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Il giovane ha poi a disposizione sei anni senza interessi: i cinque anni di studio, più un anno da dedicare alla ricerca del lavoro. Entro il termine del periodo, può scegliere se rimborsare interamente l’anticipo alla banca, o tramutarlo in un prestito a tutti gli effetti. A quel punto la fase di rimborso viene distribuita su altri cinque anni (arrivando a 11 anni in totale), e il tasso di interesse applicato è comunque più basso rispetto a quello di mercato, attestandosi al 5,70% o al 5,30% per chi si laurea a pieni voti.

«Ho cercato a lungo una banca disposta a istituire questo tipo di anticipo. Con molti istituti ho firmato altre tipologie di accordi, ma non erano mai quello che volevo: un differimento delle tasse su modello anglosassone. Forse c’è un’eccessiva avversione al rischio nel sistema bancario, che però si traduce in poca lungimiranza», commenta ancora Carraro.

Andrea Di Fabio, responsabile finanziamenti Bnl gruppo Bnp Paribas, spiega così il punto di vista della banca: «Per noi è un vero e proprio investimento sui giovani meritevoli. In passato avevamo già attivato un prestito di merito, MeritataMente, legato a un accordo tra il ministero dell’istruzione e l’Abi. Questo tipo di finanziamenti danno buoni risultati, sono sicuramente lodevoli, ma abbiamo voluto provare un esperimento diverso con Ca’ Foscari. E stiamo lavorando in questi mesi per estendere degli accordi simili con altri primari atenei italiani».

moda italianaCi sono poi molte banche che offrono prestiti d’onore e di merito di impostazione tradizionale: tassi agevolati (solitamente tra il 5 e il 6%), possibilità di usufruire di un periodo di pre-ammortamento o di “sospensione” del debito, nessuna garanzia reale richiesta ai giovani. Alcuni istituti, come Ubi Banca e Banco Popolare, aderiscono al fondo di garanzia per lo studio “Diamogli credito”, istituito nel 2007 e ampliato nel 2010 dalla Presidenza del Consiglio (dipartimento per la Gioventù) con una dotazione finanziaria di 19 milioni di euro. Ma qual è l’identikit di chi ricorre al credito d’onore? Stando a rilevazioni Intesa Sanpaolo sui clienti del prestito bridge , il 34% circa frequenta la laurea specialistica, mentre il 42% è iscritto al biennio. C’è anche un 16% che frequenta master e un 2% circa che sta conseguendo un dottorato.
La maggior parte dei clienti sono maschi (58%) e spesso (nel 53% dei casi) studiano fuori sede. Non si tratta soltanto di ragazzi provenienti da famiglie dal basso reddito, ma anche di giovani che avrebbero i mezzi per mantenersi e nondimeno vogliono dimostrare di essere indipendenti. Una maggiore diffusione dei prestiti d’onore, insomma, avrebbe anche un ulteriore effetto positivo: responsabilizzare e sensibilizzare i giovani studenti all’investimento necessario per studiare.

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