War And Fashion: moda e stabilità internazionale - Moda Artigiana

22 aprile 2015
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War And Fashionmoda e stabilità internazionale

 Il 21 maggio a Bologna tornano le iniziative di Meglio Così con una giornata dedicata al legame tra industria della moda e sfide dello sviluppo

Il settore privato contribuisce a cambiare le sorti del mondo. Emblematico è il ruolo che la moda e la sua industria possono giocare nell’attuale scenario globale. È il tema che affronterà War And Fashion, in programma giovedì 21 maggio a Bologna, accogliendo nella prestigiosa cornice di palazzo Grassi – sede del Circolo Ufficiali dell’Esercito – dibattiti, conversazioni, esibizioni, performance e una festa conclusiva, in una chiamata all’azione che coinvolge l’intera platea, nazionale ed internazionale, di riferimento.

War And Fashion: moda e stabilità internazionaleWar And Fashion, organizzato da Michela Cocchi – Studio Legale, si inserisce nel ciclo di eventi Meglio Così e si svolgerà in occasione del World Day for Cultural Diversity for Dialogue and Development istituito dalle Nazioni Unite, con il patrocinio di Lady Lawyer Foundation: l’associazione ha messo a disposizione per l’occasione la sua collezione Lady Lawyer Fashion Archive, con la curatela del fashion artist Alberto Gelli, dedicata all’obiettivo di testimoniare il profondo legame tra industria della moda e le sue trasformazioni da un lato, e dall’altro quello tra diritti umani e sviluppo sostenibile.

Partecipazione e ingresso sono su invito (informazioni su http://war-and-fashion.tumblr.com).

“Oggi, nella continua interconnessione tra le varie comunità e le diversità che il modello della globalizzazione ha fatto esplodere, Governi, società civile e settore privato hanno, ciascuno, le proprie rispettive e peculiari responsabilità, pur condividendo l’interesse alla stabilità e alla prosperità”, sostiene l’avvocato Michela Cocchi, già presidente della commissione Business e Diritti Umani dell’Unione Internationale des Avocats, membro attivo del Global Compact delle Nazioni Unite e partecipante alla piattaforma Business for Peace (B4P) dello stesso Global Compact. “In questo senso le imprese e, in generale, il mondo degli affari possono – anzi, sono chiamate a – rappresentare un potente agente di cambiamento”.

In questo percorso, la moda è particolarmente significativa: “La moda è un fenomeno umano, multiculturale e universale; è presente in ogni parte del mondo e in ogni periodo della storia, ed è un business enorme” continua l’avvocato Cocchi. “La trasformazione che l’industria della moda ha avuto negli ultimi venti anni, tuttavia, ha fatto emergere come centrale il tema dei diritti umani: moda per o moda vs? Mi riferisco alla protezione dei lavoratori, dell’ambiente, della proprietà intellettuale e industriale, all’affermazione della legalità in catene di fornitura sempre più complesse e globalizzate, che spesso coinvolgono zone rese fragili dall’emersione di conflitti: in una parola, allo stabilimento di sicurezza e stabilità, di pace, alla parte che ciascuno può giocare a questo fine”.

 


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